Un gioco può cambiare un quartiere?

 

Come può un gioco cambiare un quartiere, una città, una società? 

Ieri ero ad Empoli per il primo incontro di ricerca sullo Youth Worker di GiovaniSì ed alcuni youth worker hanno iniziato a parlare di calcio sociale.

Un po’ straniti, abbiamo chiesto che cosa fosse questo calcio sociale e allora uno di loro, che abbiamo scoperto essere uno degli animatori ad Empoli di questo fenomeno, ha iniziato a raccontarcelo.

In cosa consiste? è fondamentalmente un modo nuovo di giocare a calcio, modificandone alcune regole che lo fanno diventare uno strumento educativo e di cambiamento.

Come ci raccontavano i protagonisti, l’obiettivo è creare un modello di società più giusto e coeso trasformando i campi di calcio in palestre di vita dove l’integrazione avviene quando le persone disagiate entrano a diretto contatto con persone normodotate. Chi va in campo ha un’età tra i 10 e 90 anni ed è indipendente dalle altre caratteristiche psicofisiche.

Una delle novità è che non ci sono arbitri, è richiesto che ci si autoregoli  sui falli (e cosa c’è di più straordinariamente trasgressivo oggi in Italia che assumersi la propria responsabilità!). Un’altra è che nessuno può segnare più di tre gol a partita: se ne segna un quarto viene annullato. E le squadre sono fatte in modo da renderle equilibrate, e se durante la partita si vede che una delle due è nettamente superiore si rimescolano nuovamente. Perché vincere 10 a 0 non è divertente né per chi vince né per chi perde!

Si riesce a capire come un impianto del genere possa modificare non solo il modo con cui si gioca ma anche il modo con cui si sta nella società. Per questo il Calcio Sociale diventa uno stile di vita basato su accoglienza, giustizia e solidarietà.

I giochi sono sistemi di regole, fondamentalmente non sono altro che sistemi di regole. E’ lo stare dentro le regole che ci permette di costruire ruoli, di pensare strategie e in definitiva di divertirci.

La società è come un grande gioco, è un sistema di regole condivise nel migliore dei casi, o di regole imposte, la maggior parte delle volte.  Cambiare le regole che ci impediscono di crescere e di trovare il nostro posto nel mondo credo che sia un imperativo. Per farlo possiamo fare la rivoluzione. Oppure metterci a giocare a calcio. Anzi, a Calciosociale!

Se volete approfondire, scoprendo i posti dove questo straordinario strumento di cambiamento è già in funzione e sta producendo effetti, andate sul sito di CalcioSociale.

Buona lettura!

 

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